| Categoria: Notizie |
| Fede story, da Cassola alla nazionale azzurra |
| Data: 08/07/10 |
Federico Marchetti, la passione e la tenacia di un ragazzo che stava per mollare tutto |
E’ curiosa, la storia di Federico “Fede” Marchetti, originario di Cassola (Vicenza), portiere della nazionale azzurra uscita così malconcia dai mondiali sudafricani. Ed è un po’ in controtendenza, perché racconta di un campione che è “esploso” a 26/27 anni, in tempi poco usuali, quando pochi se lo aspettavano, e forse neanche lui. Marchetti, la cui famiglia è orginaria della piccola frazione di Bodi, ha fatto in tempo a frequentare le medie, a Cassola. Aveva iniziato a tirar calci nel calcio San Marco, presto però era passato al vicino Bessica. E da lì, quattordicenne, era volato nelle giovanili del Torino, dopo essere stato “visto” da qualche osservatore. Il giovane Federico, lontano dalla famiglia, nella città della Fiat ha stretto i denti e fatto sacrifici, studiando ragioneria e “scalando” le squadre giovanili granata. Quando fu però il momento di fare sul serio, il glorioso Torino nel 2005 finì imbucato in una situazione di dissesto finanziario. Per Federico, passato da Crotone a Pro Vercelli, Treviso e Biellese, il momento fu proprio catartico. Rischiò di restare a piedi e di mollare il calcio. Come racconta il parroco don Emanuele Gasparini, che è tra i suoi principali promoter, si scoprì eccessivamente precarizzato e telefonò alla mamma: «Stavolta torno a casa, mi trovo un lavoro da elettricista o da operaio e amen». Sarebbe stato un vero peccato. Un talento sprecato. Invece la buona sorte fece scattare la scintilla. La bergamasca Albinoleffe, in serie B, cercava un portiere e la chiamata per Federico fu la benvenuta. Marchetti disputò un paio di ottime annate e perfino i playoff, sfiorando la promozione in serie A nel 2006. Finalmente dunque c’era stata un po’ di giustizia e il biondo portiere di Cassola aveva avuto il modo di arrivare alla ribalta. Il Cagliari, in A, lo prese in prestito e nel giugno dell’anno scorso ne riscattò l’intero cartellino per una cifra intorno ai quattro milioni e mezzo di euro. Il 2009 è stato anche l’anno della consacrazione, con la prima chiamata in nazionale. Così il n. 22 del Cagliari (una sua maglia celestina originale di portiere isolano è esposta con orgoglio al bar del patronato cassolese) diventa anche il numero 2 della nazionale, il dopo Buffon. E il mal di schiena del “portiere più forte del mondo”, ai mondiali in Sudafrica, lo proietta Lo stesso Fede ha patito la giornata no degli azzurri, dimostrando qualche incertezza. E l’uscita tra le polemiche dall’Italia ora rischia di travolgere anche lui che è tra i minori responsabili della débacle. «Sappiamo che è abbacchiato, deluso come noi, ma per noi Federico è sempre Federico – dice don Emanuele – ha pagato lo scotto di un team che non girava. Ma potenzialità ne ha tante». Insomma, la favola di Federico può continuare. Claudio Strati |