Scudetto, Coppa Italia, Coppa Campioni? Tutti bei ricordi per Atanas Malinov, passato dai palcoscenici dell’A1 femminile al mondo meno dorato ma altrettanto appassionante della pallavolo regionale. E’ una vita spesa per il volley, quella del tecnico bulgaro, che in famiglia non è certo il solo a vivere una passione viscerale per schiacciate, schemi e palleggi.
La moglie Kamelia Arsenov, ex nazionale bulgara, è ora l’opposto della Brunopremi.com di serie C, mentre la figlia Ofelia, classe ’96, ne è la regista.
All’appello mancano le due gemelline, Michela ed Emma, che hanno otto anni e stanno muovendo i primi passi nel mondo del volley.
Ma partiamo dall’inizio, da quando Atanas e Kamelia si sono consciuti. “E’ passato troppo tempo – scherza Malinov – meglio che a raccontarlo sia mia moglie”.
E così la parola passa a Kamelia, signora Malinov.
“Era il 1980 – ricorda - ed avevo quindi 12 anni quando Atanas è venuto ad allenare la mia squadra, il Levski Sofia. Nel corso degli anni ci ha portato in serie A bulgara, ma per un decennio il nostro rapporto è stato quello classico tra allenatore e giocatrice, che definirei di amore e odio. Poi invece è scattata la scintilla, si è passati solo all’amore perchè la nostra grande intesa ci ha fatto capire che era nato qualcosa di più. Non dimentichiamo che Atanas ha 12 anni più di me, ma questo non è mai stato un problema”.
Il matrimonio suggella poi questo bel legame tra atleta ed allenatore, e conosce altri momenti particolarmente significativi.
“Nel ’90 abbiamo deciso di venire in Italia – prosegue Kamelia – nella Rio Casa Mia Palermo per l’esattezza, in A2. Quindi il passaggio in A1, a Bergamo, dove tra l’altro è nata Ofelia, la nostra prima figlia. Ricordo che dopo quattro giorni dalla sua nascita la piccola ha assistito alla finale di Coppa Italia. Insomma, è quasi nata in palestra e… non ne è più uscita. Nel senso che anche durante gli allenamenti gattonava sul parquet e così non poteva non nascere in lei la passione per il volley. Ricordo che Ofelia è nata in febbraio ed io qualche mese dopo già ero in campo per la finale scudetto. Qualche tempo dopo, a Vicenza, la bambina ci seguiva sia in allenamento che in partita e provava a giocare, dimostrando già delle qualità”.
Ed ora vi trovate a giocare assieme a Bassano.
“A dire la verità al termine della scorsa stagione pensavo di smettere di giocare, ed invece poi ho pensato di aiutare questo gruppo di ragazze proprio dal campo. Stiamo lavorando sodo da qualche mese, e i risultati cominciano ad arrivare, anche se c’è ancora tanta strada da fare. Non dimentichiamo poi che devo anche seguire le gemelle Michela e Emma, nate nel 2003 e che si stanno avvicinando anch’esse alla pallavolo”.
Rimpianti per i tempi della Coppa Campioni? Nemmeno per idea, a sentire Kamelia.
“Serie A, Coppe e Tornei erano molto entusiasmanti – conclude - ma altrettanto stressanti, e così abbiamo deciso di fermarci un po’, prendere casa a Bergamo e stare lì. C’era un parco vicino a noi, e abbiamo coinvolto quei bambini per farli giocare a volley, una cosa bella che dà soddisfazione. Siamo partiti dalla terza divisione per arrivare in serie C con le ragazze classe ’96, come Ofelia. Poi l’arrivo a Bassano per portare a termine un grande progetto. Qui società e organizzazione sono veramente al massimo, non ci manca nulla. O forse sì. Tra una cosa e l’altra non abbiamo ancora avuto il tempo per visitare bene la città...”.
testo e foto di Stefano Cirillo
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